(foto) Stephen Shore
La visione fotografica di Stephen Shore ha cominciato a diventare chiara nei primi anni 70. ad esempio passa alla pellicola a colori, cosa che Walker Evans aveva considerato volgare inoltre inizia a interessarsi a usi vernacolari della fotografia e a come aveva fatto la sua comparsa nella cultura. " mi rendevo conto che ciò che fotografavo diventava sempre più fortemente mio".
Shore ride, " ho avuto critiche davvero terribili. Era così differente da ciò che era considerata arte fotografica. Tutto doveva essere in bianco e nero e studiato con straordinaria sensibilità e evidentemente a me, questa sensibilità, mancava! Penso che a molte persone le mie fotografie proprio non piacessero. Le immagini erano messe in mostra come semplici istantanee, incollate su una parete senza cornice, cosa che penso non sia mai stata fatta prima".
La presentazione, la forma, il colore e il soggetto erano tutti miscelati insieme in una sorta di orrore borghese. Naturalmente oggi American Surfaces non sembra affatto così radicale. In quel periodo Shore s’incontrò con un altro vecchio genio fotografico. " ho pranzato con Paul Strand. è stato molto gentile, ma proprio con quella sua gentilezza mi ha detto che per lui non c’era niente di più volgare del colore" e si lascia scappare una risata prima di continuare: " a me, semplicemente, non importava nulla del suo giudizio. Penso di essere ostinato e se qualcosa m’interessa continuo e basta".
all’epoca il colore era associato alle istantanee e alla pubblicità, non all’arte. Ma Stephen Shore ne era catturato.
Poi quando la gente ha gradito le sue opere non ha continuato a fare il lavoro che si aspettavano. Forse è proprio per questo che la sua popolarità è scemata, avrebbe potuto continuare a seguire il suo "stile personale " di metà degli anni 70 per tanti, tanti anni. Ma non si sarebbe evoluto come artista e come esso stesso dice "non avrei avuto una vita interessante". Ora Stephen Shore mette a disposizione di tutti le sue conoscenze come Direttore del Programma Fotografico al Bard College di New York. Nel cuore, sarà però sempre il ragazzo ostinato in fondo alla classe. "vedo le cose e queste hanno una vita propria. Ora sto avendo molti riconoscimenti ma", ride, " tra 10 anni potrebbe tutto crollare di nuovo. Quindi continuo a fare solo quello che veramente mi va di fare".



0 Comments:
Posta un commento
<< Home