Le linee guida sull'accessibilità (WCAG) 1.0 rappresentano lo standard ufficiale del W3C per la produzione di contenuti accessibili. Il gruppo che ha realizzato queste linee guida non cita quali ricerche, sui singoli utenti, abbiano portato alla creazione del WCAG 1.0. Allo stesso modo, ci sono migliaia di esperti in questa materia, che non fanno nulla per leggittimare i loro consigli, non conducono ricerche e a volte neanche citano quelle degli altri.
Posso dire, dopo una personale ricerca che gli utenti disabili riescono a interagire con il web in maniere molto inaspettate e ho iniziato a credere che sappiamo veramente poco del mondo reale e comunque meno di quanto crediamo.
Dato che il gruppo di lavoro del WCAG non rende pubbliche le liste di studi su cui si basano le proprie pubblicazioni sono andato da uno dei loro stimati membri e gli ho chiesto su quali ricerche si siano basati. Mi ha risposto che le loro linee guida sono basate su tante cose, il che suona bene, ma non ha risposto alla mia domanda. Cosa sono queste "molte cose" ?
Più tardi, lo stesso membro mi ha citato il report del "NielsenNorman Group" sulle disabilità. Il problema è che questo studio dell'NNG è datato 2001 ma le WCAG 1.0 sono del 1999.
Quindi non abbiamo nessun documento ufficiale menzionato nelle nostre amate linee guida, e il mio tentativo di scoprire se ce ne fossero, anche se non citati, è andato nel vuoto. Possiam immaginare che si siano basati su degli studi precedenti, ma purtroppo non possiamo esaminarli. Inoltre, la mancanza di ricerche condotte in pubblico ha portato a parlare di un sacco di cose tecniche senza guardare al mondo reale.
Gli esempi che seguiranno sono una raccolta dell'uso errato del web che ho notato in campi che non sono coperti dalle linee guida WCAG. Sono esperienze personali, semplici osservazioni basate su pochi casi, ma anche questi piccoli esempi suggeriscono che il giudizio universalmente accettato sull'accessibilità è incompleto.
Un utente cieco mi ha detto che navigando trovava molto noioso ascoltare il contenuto del tag H1 in cima alla pagina, il suo screen reader legge il contenuto del title ed è il vero titolo del documento per lui, l'H1 che riporta esattamente le stesse cose è inutile. Certo, questo è vero solo se il title non contiene cose inutili ma informazioni pertinenti.
Saputo questo, delle guone linee guida dovrebbero suggerire che l'elemento title dovrebbe contenere solo informazioni basilari come il titolo della pagina e la sezione all'interno del sito. Il tag H1 andrebbe preceduto da un link che rimanda al contenuto vero e proprio, come "go to: content, main navigation, footer" in modo che i ciechi possano saltare ciò che è ridondante come l'H1.
WCAG non dice questo, semplicemente dice che "ripetuti gruppi di link" dovrebbero essere preceduti da "salta i link". Questo può andar bene, ma non è abbastanza, e chiunque si renderà conto che c'è bisogno di linee guida più dettagliate.
Allo stesso utente, nonvedente, è successo qualcosa di inaspettato, stava cercando un link. Sapeva cosa cercare e si aspettava di trovarlo tra i primi link della pagina, ma dato che il menu di navigazione era in fondo alla pagina, ha ascoltato qualche link del contenuto e ha seguito quello che per lui non era tanto male.
Durante la navigazione l'utente non ha mai trovato il menu di navigazione perché considerava ovvio che i links più importante fossero all'inizio del documento e non in fondo dopo il contenuto, molti avvertono che gli screen reader e i text-browser si aspettano il menu di navigazione per primo, ma questo non significa che nella pratica vada sempre messo in cima e naturalmente, il WCAG 1.0 non dice nulla sull'ordine in con cui disporre le varie parti di un documento.
Un'altro esempio riguarda gli utenti miopi. Qualche anno fà ho chiesto a Franco Frascolla, un esperto in questo tipo di problemi, di dare un giudizio su un sito a cui stavo lavorando.
Con mia sorpresa, Franco mi ha detto che, in alcune parti del mio sito, il testo non poteva essere allargato a sufficenza. Se si guardano solo le dimensioni del font ci si rende conto che a parità di dimensioni alcune pagine vanno bene e altre no. Il problema non era tanto nelle dimensioni, ma nella visualizzazione che internet explorer dà del grassetto nei caratteri allargati.
Internet Explorer per Windows è l'unico browser che impone un limite alle volte che puoi ingrandire i caratteri di un sito: si può ingrandire solo di cinque livelli. Sfortunatamente, IE è il browser più utilizzato dalle persone miopi, specialmente se non sono esperti di informatica.
Ma come dicevo più delle dimensioni conta il grassetto, infatti, è molto meno leggibile un testo che non usa il grassetto di uno delle stesse dimensioni che lo usa. Confronta il testo in questa immagina per vedere cosa intendo:
In questo esempio la maggior parte del testo è in grassetto ma non tutto, alcune stritte non sono abbastanza in evidenza e cosa dire dei nomi sui bottoni ?
Ma esistono delle linee guida che parlano di questi problemi ? no. La Section 508 americana non ne parla e neanche le leggi Italiane.
Gli esempi sopra vengono dalla mia esperienza personale. Sono forse esempi estremi di situazioni molto rare ? probabilmente no, non possimo dire con esattezza quanti sono gli utenti che hanno riscontrato questi problemi, ma possimo immaginare che siano molto comuni.
Dato che il W3c ha passato più di otto anni a discutere del WCAG 1.0 e 2.0, mi sarei aspettato di trovare una soluzione a questi problemi in queste linee guida, ma non c'è.
Qual'è la ragione di carenze così gravi nelle linee guida ufficiali ? non credo che gli esperti abbiano deliberatamente omesso delle cose, credo che abbiano usato il metodo sbagliato. Allora come realizzare le nuove linee guida? Per la maggior parte, discutendo. La mia proposta è di osservare gli utenti disabili, di parlarci e di condurre la ricerca con loro, in modo formale ed informale. Possiamo documentare la ricerca per renderla replicabile e pubblicarne i risultati così da smetterla di far affidamento su ipotesi senza senso.
Perché non è stato fatto, almeno in modo visibile ? Credo sia dovuto alle conoscenze tecniche di molti che hanno preso parte alla discussione e ai pochi fondi stanziati.
Un sociologo direbbe che è anche una questione politica, di potere. La ricerca è spesso contraddittoria. I risultato possono mettere in crisi quello in cui crediamo. Dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare e riscrivere le linee guida, basandoci sull’esperienza degli utenti.
A parte questa mancanza di attenzione nei riguardi dell’esperienza degli utenti, è importante iniziare la ricerca con i disabili ora. Dobbiamo capire cosa è realmente importante nell’accessibilità e metterlo nelle linee guida. Così facendo possiamo capire perché certe disabilità sembrano essere così lontane dalle nostre aspettative
In breve, bisognerebbe discutere meno e fare più ricerca. Specialmente quando le linee guida diverranno parte del sistema delle leggi del paese. Nel frattempo gli esperti facciano più ricerca in supporto alle nostre raccomandazioni.
Maurizio Boscarol è un insegnante e consulente per l’usabilità, l’accessibilità e il CSS design in Italia. Porta avanti usabile.it e ha pubblicato il libro Ecologia dei siti web. La sua grande immaginazione probabilmente è dato dal fatto che per hobby è un cartonista e un illustratore.